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giovedì 4 ottobre 2012

Sono Porci Questi Romani

Ieri camminavo per la via e ad un certo punto ho incontrato la rabbia. Aveva capelli piastrati, sguardo materno e le sue inconfondibili guance da pupazzo da ventriloquo. Una faccia da quella cosa che spesso fa provincia, ma che in questo caso fa addirittura Regione.
La prima cosa che ho pensato è stata: “ma si può?” 
La seconda è stata: “No, ma si può?”
Poi un pensiero diverso si è manifestato tra questi tutti uguali: Swiffer. 
Immediatamente dopo, un altro: hai bisogno di uno bravo che ti guarisca da questa ridicola ossessione per lo Swiffer.
Ma il fatto è: voi conoscete macellai vegeteriani? O deputati che si abbassano lo stipendio? Ognuno, giustamente, cura i propri interessi. E allora perché a una che si chiama Polverini è consentito venirci a parlare di pulizia? 

Ed è qui che entra in ballo lo Swiffer: per una volta potrebbe dare un messaggio serio e positivo con una Renata miniaturizzata che corre tra le fughe del pavimento. La vittima dello spot sarebbe dunque, ancora una volta, una donna (così non perdiamo di mira il target e siamo tutti contenti) e lo slogan non subirebbe particolari variazioni, La Polverini non dura perchè Swiffer la cattura. Sarebbe un successo di critica e pubblico. E poi azioni di guerrilla con gente armata di Swiffer sotto al Consiglio regionale. 

Gli ho voluto proprio male a quel manifesto e ho provato livore e costernazione per la nostra condizione di impotenti cittadini, che sul manifesto possiamo disegnarci i baffi o altre cose oscene, strapparli o dargli fuoco, senza comunque riuscire mai a sfuggire al terribile destino che ci costringerà, fino alla fine dei giorni, a vedere per le strade questa ed altre facce, i loro occhi mentirosi e le loro fantasiose dichiarazioni. 
 
Concludo con questo filmato che ben sinstetizza tutta la questione della pulizia, della presa in quel post e del terribile incubo che stiamo vivendo:





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giovedì 27 settembre 2012

Sex and the Dirty


Sorvolando su facili algoritmi lessicali che ci suggeriscono che a queste donne, amanti dei toni del grigio e del marrone, piace parecchio farsi fare quella cosa che comincia per "sco" e finisce con "pare" (ma solo da Swiffer, che le altre scope sono buone solo a farti rovinare al suolo) mi chiedo, anche con un certo ritardo (dato che lo spot è vecchiotto), ancora una volta, come sia possibile. Come sia possibile che qualcuno abbia avuto una simile idea, il coraggio di non tenersela per sé e che un marchio abbia deciso di farla sua. Perché nessuno è intervenuto mentre Sex and the City veniva assimilato a una porcheria, una schifezza, Lo Sporco? Come hanno potuto permettere che le voci di Carrie e Samantha fuoriuscissero da donne amanti dei toni del grigio e del marrone?

Queste sudicie zozze vivono e vagano nelle fessure del tuo pavimento in cerca di un night o di qualunque altra cosa che possa attrarle a sé, basta che lo faccia con un minimo di garbo. Non una mazza qualunque insomma, ma uno straccio (di uomo?) quello sì, e che magari le faccia anche dire “mai spolverato così prima”. 

Perché, in fondo, cosa sono le donne, se non un ammasso di polvere, sporco e capelli?

E un alone di nostalgico rimpianto mi avvolge nel rimembrare l'ingenua ironia di drive-iniana memoria del buon vecchio Tommaso, la scopa ficcanaso...


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giovedì 14 ottobre 2010

La polvere non dura perché esistono le donne

Dopo Leroy Merlin torno a parlare di come alcune pubblicità riescano davvero a mostrare il nostro lato migliore rendendoci orgogliose di essere donne e grate per avere accanto a noi degli uomini tanto intelligenti, autonomi e utili come quelli ivi rappresentati. Nel caso di Leroy Merlin avevamo analizzato l'odioso compiacimento di quelle donne che trattano i loro fidanzati come ipodotati bamboli di pezza, facili da manovrare con poche abili mosse e la totale inutilità e assenza di capacità di reagire di questi ultimi.
Ora invece vorrei esaminare l'ultima pubblicità del nostro amatissimo Swiffer, il rivoluzionario sistema di pulizia che ha cambiato le nostre vite catapultandoci nel fantastico mondo delle leggi dell'elettrostatica. Sì, perché senza swiffer sarebbe davvero un mondo difficile. Abbiamo raggiunto la consapevolezza che prima del suo avvento la polvere la spostavamo soltanto, mentre adesso la catturiamo, il che equivale a dire che se prima potevi spostarla dal pavimento alla paletta e poi nel cestino, utilizzando solo due strumenti che compravi una volta e duravano anni, adesso devi comprare una pezza che poi dovrai buttare nel cestino con tutta la polvere che le si è aggrappata e poi ricomprarla e poi ributtarla e così via per l'eternità...
Dunque è vero che con l'avvento del nuovo secolo la voce “catturapolvere” è entrata di diritto nel foglio excel delle spese mensili delle famiglie italiane, ma è anche vero che certamente stiamo parlando di una di quelle invenzioni dalle quali non si torna più indietro, come il telecomando, i lines seta ultra e il formato mp3. Guardando il nuovo spot ho notato come, nonostante qui i ruoli uomo-donna siano praticamente invertiti rispetto alle nauseanti gag di Leroy Merlin, il fastidio che si genera in me sia quasi lo stesso medesimo.
Una bella ragazza è distesa sul divano in un momento di tranquillo relax. D'un tratto suonano alla porta ed ecco che il suo gentile e intelligente uomo si rende utile andando ad aprire lui per non rompere l'idillio di lei, che comprensibilmente starà guardando Uomini e Donne. Ma chi è che suona alla porta? Un problema! E non un problema qualunque, ma un enorme, grigio, lercio ammasso di polvere. E lui che fa? Lui non vuole nemmeno sentire che vuole questo essere immondo (che magari si è solo perso e ha bisogno di fare una telefonata), si volta verso di lei con aria rassegnata ma per niente dispiaciuta e con un certo sadico piacere negli occhi le dice: “Amore, è per te”. Come a dire “io non posso proprio fare nulla per questo signore, tesoro mio, perché di colpo ho dimenticato tutto il vocabolario e l'uso della sintassi, per cui mi vedo costretto a chiederti di alzarti dal divano a sentire che vuole prima ancora che io lo saluti. E poi, parliamoci chiaro, quello della polvere è un tuo problema, sei tu che non la vuoi e ci combatti ogni giorno, io potrei conviverci tranquillamente per cui è meglio che non mi intrometta. Inoltre fra poco ho la conference call con l'Amministatore Delegato. Sei tu l'addetta alle mansioni di basso profilo”. Lei si alza immediatamente, visibilmente scocciata. Ma mica per l'inettitudine, la svogliatezza e l'alterigia del marito. Macchè! Per l'invadenza della polvere, ovviamente, che non fa che spostarsi da una casa all'altra con la sua valigia da nomade scroccona.
A questo punto mi sorge spontaneo un suggerimento per il signor Procter e il signor Gamble: potremmo essere un po' più diretti e cambiare il claim del prodotto “La polvere non dura perché swiffer la cattura” con “La polvere non dura perché esistono le donne” che dite?



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